Riorganizzazione Aziendale: Cambio Mansione e Lavoro, Come Affrontarlo

Riorganizzazione Aziendale - Cambio Mansione e Lavoro, Come Affrontarlo

Affrontare il cambio di mansione in ambito lavorativo non è mai facile: situazione ancora più delicata se la causa è dovuta a una riorganizzazione aziendale. La riorganizzazione aziendale spesso è motivata da una crisi dell’azienda, che deve tentare di risollevare l’economia e la gestione del proprio business, o da un cambio di management con l’ingresso di nuovi investitori.

Naturalmente, in questa strategia aziendale rientra anche un cambiamento del personale che può essere di vario genere, dal cambio mansione al demansionamento fino al licenziamento del personale, a seconda delle problematiche e delle analisi svolte dagli esperti.

Affrontare il cambio di mansione per riorganizzazione aziendale però, può nascondere anche nuove interessanti prospettive.

Vediamo come affrontare le varie situazioni e come cogliere eventuali nuove opportunità…

Riorganizzazione Aziendale: Cambio Mansione e Lavoro, Scenari e Consigli

Licenziamento per Riorganizzazione Aziendale

Non possiamo nascondere che spesso la riorganizzazione aziendale prevede il licenziamento di una parte del personale.

L’obiettivo è la riduzione delle spese dell’azienda, per cui spesso a pagarne le conseguenze sono i dipendenti. Non meno tutelati sono i senior che lavorano da anni fedelmente con la stessa azienda, perché nel gioco della riorganizzazione aziendale tutti vengono messi in discussione. Spesso a essere soppressi sono interi reparti, per cui la vostra sorte non sarà mai singola, ma toccherà anche ai colleghi di ufficio. Per cui è bene essere preparati e sapere come affrontare questo momento.

Naturalmente la legge è dalla parte dei lavoratori in caso di licenziamento illegittimo, ma il licenziamento per riorganizzazione o ristrutturazione aziendale è comunque ancora un argomento controverso. Il problema è che il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, in questo caso la riorganizzazione aziendale con a base una motivazione economica, è spesso incontestabile.

In questo caso, la cosa migliore da fare è cercare al più presto offerte lavorative in aziende e settori simili, che saranno pronte ad accogliere professionisti con esperienza che arrivano dalla concorrenza in difficoltà.

Licenziamento e Reintegro per Motivi Economici

Il Jobs Act ha introdotto grandi novità nel mondo della regolamentazione del lavoro. Si prevede che la riorganizzazione aziendale finalizzata ad un miglioramento dei risultati economici, anche se questi appaiono già positivi e non si versa in uno status di crisi, sia un motivo sufficiente a giustificare il licenziamento. Dunque, al momento attuale, il licenziamento durante la riorganizzazione aziendale è possibile e attuabile. Con il Jobs Act svanisce anche la possibilità del reintegro del lavoratore nel posto di lavoro, se il licenziamento è avvenuto per motivi economici. Il rapporto lavorativo può essere interrotto non solo in caso di difficoltà economiche e crisi, ma anche se il datore decide di incrementare i propri profitti.

Non scoraggiarsi in questo caso è importante: riorganizzazione non è affatto sinonimo di licenziamento, potrebbe anzi tradursi in valorizzazione del personale, quindi non è detto che ad ogni riorganizzazione si effettuino licenziamenti.

Cambio Mansione per Riorganizzazione Aziendale

Molto spesso l’azienda in fase di riorganizzazione anziché dover licenziare i propri dipendenti assegna loro differenti mansioni.

L’assegnazione a mansioni superiori è possibile, ma diviene definitiva superato il periodo previsto dal contratto collettivo oppure dopo 6 mesi continuativi (non più tre mesi).

Ma la più grande novità introdotta dal Jobs Act è che diventa legale il demansionamento, ossia lo spostamento del lavoratore anche a mansioni minori, purché rientrino nella stessa categoria legale e sia mantenuta la stessa retribuzione acquisita nel corso dell’attività lavorativa. Quindi da un punto di vista economico si assicura al lavoratore la continuità, così da non vedersi dimezzato d’improvviso lo stipendio. Il datore di lavoro deve comunicare al lavoratore l’assegnazione a mansioni inferiori in forma scritta.

Il demansionamento è escluso nei casi di:

  • adibizione del lavoratore a mansioni inferiori marginali ed accessorie rispetto a quelle di competenza;
  • riclassamento del personale, ossia riassetto delle qualifiche e dei rapporti di equivalenza tra mansioni;
  • sopravvenuta infermità permanente.

I Consigli per Affrontare il Cambio di Mansione per Riorganizzazione Aziendale

Nel caso vi venga assegnata una nuova mansione, dovrete prendere il cambio non come un ostacolo, ma un’opportunità per mettervi in gioco in un nuovo campo. Non avrete mai un cambio di mansione che preveda che facciate qualcosa di lontano dalle vostre competenze: sicuramente se siete un addetto alla segreteria non andrete d’improvviso a occuparvi di comunicazione internazionale.

Bisogna tenere ben presente che l’azienda non ha lo scopo di mettere in difficoltà i suoi dipendenti: l’obiettivo è quello di risollevarsi o espandersi, per cui si farà in modo che ogni componente dell’azienda possa dare il massimo per contribuire alla crescita.

Riflettendo su questo punto di vista, immedesimandosi cioè nell’azienda, comprenderete che non c’è bisogno di andare in ansia per il cambio mansione. A tutti dovrebbe venire garantita la possibilità di lavorare nel suo ambito di competenza, e in caso contrario gli saranno fornite tutte le indicazioni necessarie perché si apprendano nuove mansioni.

Questi semplici consigli vi permetteranno di affrontare al meglio il cambio di mansione:

  • Non escludete di conferire con il datore di lavoro, con il sindacato, o con un altro rappresentante dei lavoratori. Il dialogo a volte è la soluzione giusta;
  • Apritevi ai nuovi compiti con la voglia di imparare, e se servisse comunicate le vostre difficoltà a chi di competenza;
  • Chiedete di avere le necessarie indicazioni per svolgere la vostra nuova mansione e, se possibile, anche un tutor;
  • Discutete la vostra situazione con il servizio sanitario dell’azienda o anche con il servizio di assistenza ai dipendenti. Tenersi tutto dentro e andare ogni giorno al lavoro in uno status di stress perenne potrebbe risultare pericoloso per la vostra salute;
  • Parlate con chi ha già avuto questa precedente posizione lavorativa per avere dei consigli in merito.

Cambio lavoro per Riorganizzazione Aziendale

Potrebbe capitare che o per licenziamento o per insoddisfazione dovuta al cambio mansione, pensiate di cambiare lavoro. Una decisione come questa risulta molto importante, e non va di certo presa alla leggera. Per questo ci sono molti esperti di career counseling che potrebbero guidarvi nella scelta, anche se la decisione non è dipesa dalle vostre intenzioni.

Potreste decidere di ricominciare da capo con una nuova azienda, e approfittarne per orientarvi verso una realtà lavorativa che rispecchi maggiormente i vostri valori e interessi. Ricominciare, attraverso la stesura di un curriculum vitae aggiornato e la ricerca di un nuovo impego, potrebbe rappresentare una svolta davvero importante nella vostra vita.

Conclusioni

La riorganizzazione aziendale non è la fine, ma un nuovo inizio o un’opportunità: usare questa visione aiuterà ad affrontare il cambio mansione o il cambio lavoro per ristrutturazione aziendale.

In caso di demansionamento o licenziamento per ristrutturazione aziendale, non bisognerà demoralizzarsi o incolparsi: si tratta di scenari possibili durante la vita delle aziende, che non si possono evitare, ma che si possono affrontare cercando nuove opportunità e rimanendo sempre aggiornati sul proprio settore e su quelli affini.

Immagine White Paper With People da Rawpixel.comPexels.com

Carola Adami
Carola Adamihttps://www.adamiassociati.com/
Carola Adami è la Founding Partner di Adami & Associati, società internazionale specializzata nell’head hunting al fianco di multinazionali, Pmi e studi professionali. Nasce a Brescia, milanese di adozione, dopo gli studi classici e la laurea comincia subito a specializzarsi in selezione e formazione del personale ricoprendo già dopo breve tempo ruoli di responsabilità. A meno di 23 anni è già consulente per importanti Gruppi Assicurativi internazionali e poi Amministratore Delegato di società operanti nella ricerca e selezione di personale specializzato. A 28 anni decide di cogliere la sfida più esaltante e fonda la società che porta il suo nome. Oggi è considerata un punto di riferimento nel settore del recruitment specializzato.

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